Cliccando nei file-audio qui sotto, potrai sentire dalla loro viva voce, tutto il dramma dei bambini racchiuso nel pianto non ascoltato, mentre implorano il padre di farli stare con la mamma. Addirittura gli chiedono di parlare col giudice. Mai ascoltati…
A casa di Paola – Rai1
(15 Settembre 2010)
Parte prima
A casa di Paola – Rai1
(15 Settembre 2010)
Parte seconda
La Vita in Diretta – Rai1
(30 marzo 2010)
La Vita in Diretta – Rai1
(5 marzo 2010)
La Vita in Diretta – Rai1
(13 gennaio 2010)
Festa italiana – Intervistata da Caterina Balivo – Rai1
(22 dicembre 2009)
Prima parte:
Seconda parte:
TG3 Regione – La mia intervista – Rai3
(28 novembre 2009)
Canale 5 - intervistata nel programma Terra!
di Toni Capuozzo
(maggio 2008)
Pas e tribunali
La Sindrome di alienazione genitoriale (Parental Alienation Syndrome, PAS):
una nuova malattia chiede di affacciarsi nei tribunali
Ogni anno in Italia oltre 60.000 minori sono coinvolti nella separazione dei genitori. La cifra è in costante, drammatico aumento. Ci spieghiamo così la crescente importanza della conoscenza delle patologie che più frequentemente si manifestano in ambito separativo.
Tra queste la più rilevante è la PAS o Sindrome di alienazione genitoriale, purtroppo in Italia ancora poco conosciuta dagli operatori del settore.
La PAS è una sindrome (cioè una associazione di segni e sintomi) di cui si è avuta da sempre l’impalpabile percezione (specie – ma non solo – nelle cause di affidamento) ma identificata compiutamente e concretamente solo nel 1985 da Richard Gardner.La caratteristica principale di questa importantissima sindrome, che ci consente di spiegare fenomeni altrimenti non comprensibili e presente – nelle sue varie sfumature – addirittura nel 30% delle separazioni, è la campagna di indottrinamento da parte di un genitore detto alienante associata al contributo personale e attivo da parte del figlio; il tutto in assenza di motivi obiettivi che spieghino questa animosità da parte del bimbo verso il genitore detto bersaglio.
Chi è, però, il bambino alienabile?
I soggetti più facilmente condizionabili e plasmabili sono i figli unici o comunque privi di altre figure importanti, con scarsa autonomia e autostima; il bimbo è poco condizionabile fino ai 2 anni e mezzo, poi la sua plasmabilità aumenta rapidamente fino ai 7-8 anni per rimanere stazionaria fino ai 15.1) La campagna denigratoria (che inizia spesso con l’impedimento delle visite programmate dal giudice e la colpevolizzazione del genitore bersaglio)
2) sostegno al genitore alienante da parte del bimbo nelle situazioni di conflitto, con perdita della fisiologica ambivalenza filiale e volontà di rifiuto dei contatti col genitore bersaglio
3) allargamento della denigrazione e del rifiuto di contatti alla famiglia del genitore alienato
4) assenza di senso di colpa (anche in riferimento alla strumentalizzazione in campo legale: questi ragazzini non si fanno problemi ad accusare personalmente di fatti mai avvenuti il genitore bersaglio: violenze e abusi sessuali inclusi: questo può porre grossi problemi di attendibilità in sede di audizione del minore.I miei figli, come si evince da questa recente registrazione, sono chiaramente vittime di Pas.
…Ma nessuno interviene…
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dopo 12 mesi di silenzio, la prima telefonata…
Cliccando gli articoli qui a fianco a destra, troverai altri crudeli dettagli della storia.
Purtroppo questa vicenda è tutta vera. Ogni riga scritta, è comprovata da documenti, registrazioni audio, videoregistrazioni e foto…
…nella sola speranza che tornino trasparenti situazioni rimaste torbide per troppi anni…
…perchè la giustizia sia giusta per tutti, soprattutto per i bambini…
Così, per i miei figli, non è stato.
Una recente sentenza emessa dopo sei anni di battaglie, dice che vengono affidati al padre in via definitiva. Non perchè io sono una cattiva madre, non perchè li ho abbandonati o mi sono drogata o prostituita.
Niente di tutto questo, perchè niente di questo ho mai fatto.
Hanno tolto semplicemente, e oserei dire andando contro natura, i figli alla loro madre semplicemente perchè da precedenti perizie, hanno stabilito che il padre, seppur con i suoi limiti, è più idoneo della madre…
Ma prima di tutto, primo punto delle assurde motivazioni, hanno sentenziato che in fondo la madre vive troppo lontano per affidarli a lei (Como-Romagna).
Quindi restano lì dove sono, per una questione di chilometri…
I figli di tantissimi dirigenti di azienda o funzionari, oppure di chi lavora in diverse città… si spostano spesso… conoscono tanti nuovi amici… tante nuove realtà… anche nuove scuole… nuove parrocchie e nuovi centri di aggrazione quali palestre, piscine o campi sportivi…
Qui non si chiede di farli diventare nomadi… ma di affidarli alla madre che ha una casa, un lavoro, e vive in un Comune (Predappio) che ha tutto ciò che occorre, a pochi minuti da una Città (Forlì) che risponde a tutte le esigenze di cui ha bisogno un cittadino… quali l’ospedale, le scuole di ogni genere e grado, l’università, centri di aggregazione sociale e sportiva di alto livello… e tanto altro ancora, il tutto a mezz’ora dal mare Adriatico o dalle montagne di uno splendido parco naturale…
…e soprattutto… accanto alla loro mamma…
Ma cosa significa per un bambino il chilometro 50… o 150… o 350?… Nulla.
Rispetto alla sicurezza che gli può dare una madre ogni giorno, di essere amato e accettato, e di averla vicina ogni volta che ne ha bisogno, cioè sempre?… Nulla.
Rispetto a quel calore che conosce e riconosce da quando era nel grembo materno?… Nulla.
Rispetto soprattutto a ciò e chi loro lascerebbero… all’ambiente in cui vivono attualmente…a chi parla con loro, ma “dice” soltanto…a chi li guarda e non li ama come una madre invece fa ogni istante della sua vita?… Nulla.
Nulla.
Eppure questi giudici hanno cancellato tutto
Una sola domanda mi è stata fatta prima di questa sentenza. Quale?
Il giudice (dottor Croci tribunale di Como) mi ha chiesto, scartabellando tra il faldone con su scritto il mio cognome e quello del mio ex marito, quasi senza neppure guardarmi in faccia:
“Ma lei questi bambini, dopo tutti questi anni, davvero li vuole ancora? …Ma è sicura?”.
Come se si trattasse di un incidente tra due biciclette, non dei miei due figli.
Ma di peggio nel 2004 fece il giudice precedente, donna.
Si chiama dottoressa Cao e quando ancora erano affidati a me (prima del luglio 2004), mi disse: “Ma suo marito è normale che si preoccupa e vuole avere i bambini, lei è così magra…”.
Morale, sulla base del nulla, si è deciso di fare di tutto, anche a costo di arrampicarsi sugli specchi, pur di togliermi i figli. E ci sono riusciti.
Davanti a una spettatrice ogni volta sempre più incredula di quello che si è rivelato essere un crudele e infernale meccanismo che di tutto sa, tranne che di giustizia.
Quello che è capitato a me è talmente assurdo, che è quasi difficile da spiegare, da raccontare. Perchè non ha logica, non ha spiegazioni.
Qualcuno può pensare.. “…Magari qualcosa ha fatto, altrimenti…”. Invece è il nulla assoluto.
Ho sempre cercato di riaverli con me seguendo tutto l’iter della legge.
Ma forse avrei dovuto ribellarmi a “certe” ingiustizie.
Invece ho sempre sperato che prima o poi qualcuno si sarebbe accorto della verità.
Cioè che il mio ex stava facendo una lotta solo per se stesso, non per il bene dei bambini.
Non sapevo che prima ancora della giustizia, in certi tribunali valgono altri valori che si chiamano “territorialità“, scambi di favori tra legali che si cimentano in scenette di finte battaglie ma fuori dalle aule si accordano, riconoscimento in primis di chi è radicato lì a scapito di un “forestiero”. Tutto questo scorreva dietro ad un finto interesse per la vita dei minori. E i fatti, le carte, sono lì a dimostrare tutto. In realtà, a tutta questa gente, della vita dei bambini, lo hanno dimostrato, è interessato ben poco. Padre compreso.
Se li avesse veramente amati, da “vero” padre, non avrebbe fatto e neppure mai pensato certe azioni crudeli che ha messo in atto.
Per soldi, per paura che gli portassi via le case (hanno due ville, di cui una donata dal mio ex in fretta e furia alla madre dopo solo un mese dalla separazione) e che fosse costretto a spendere denaro nei viaggi per venire a trovare i bambini in Romagna.
Per lui solo uno “smacco” da evitare… una paura… un danno economico…
E del resto, per le stesse paure, lui, ha dichiarato al fisco di avere un reddito di appena mille euro al mese… e ha deciso di tenere loro, i bambini, gli “oggetti” della paura.
Ha preso, da subito, l’avvocato più costoso e più “introdotto”.
Lo stesso avvocato, donna, passandomi da vicino, quando ancora avevo i miei figli con me, mi ha sussurrato:
“…Io lei…la farò piangere…“
Non detti troppa importanza a quelle parole, anche se mi sembravano assurde dette da un avvocato, per giunta donna…
Come poteva riuscirci?
Io ero una mamma normalissima, non aveva alcun appiglio per riuscire ad ottenere una cosa così drastica.
Per giunta ero stata lasciata dal marito, che aveva un’amante nascosta al lavoro e che un bel giorno è tornato a casa e mi ha detto: “Io non ti amo più”.
E da quel giorno, sempre ben istruito dal suo avvocato, ha iniziato a non parlare più in casa, a non fare più la spesa, a non essere più nè padre nè marito.
Io lì ero sola, lui e la sua squadra di familiari agguerriti che vivevano a pochi metri di distanza. Giocavano in casa ed erano forti.
Hanno azionato un malefico piano, per costringermi a chiedere io per prima (ma lo feci solo come gesto disperato per cercare di fargli paura e farlo tornare alla nostra normalità matrimoniale quotidiana) la separazione.
Bene, questa è stata solo una delle prime mosse messe in scacco.
Finchè sono rimasta lì, nella loro villa, da sola con i bambini, venivano in gruppo sotto la finestra per minacciarmi:
“…Tu qui sei una forestiera… tanto lo troviamo il modo di cacciarti via… questa non è la tua casa… è frutto del nostro lavoro…”
Mai chiesto… nulla.
Tentavo solo di restare lì per vedere di rimediare il nostro matrimonio, la nostra unione familiare, prima di dire basta del tutto.
Lui non veniva mai a vedere i bambini…ma era studiato anche questo.
Un giorno di udienza, era il dicembre del 2003, l’avvocato di controparte insiste: “La signora impedisce al padre di vedere i bambini”.
Non era vero. A nulla sono valse le mie verità e neppure le testimonianze delle persone che frequentavano la casa… Nulla.
Nel luglio 2004 me li hanno portati via.
Cinque anni di viaggi, li andavo a prendere a Milano dalla Romagna al sabato e la domenica li riconsegnavo sempre a Milano.
Un week-end si e uno no.
Dolori soffocati, rabbia, disperazione.
Un tormento continuo ogni distacco.
E loro che ogni volta gridavano e imploravano il padre, lo supplicavano di farli stare con la loro mamma.
Ma i bambini, nessuno li ha mai ascoltati.
Il parere dei minori – mi è sempre stato detto – non conta nelle decisioni di un giudice.
Cinque lunghi anni di dolore, che somiglia a quello del sequestro, delle violenze, degli abusi, in attesa della sentenza.
I bambini venivano minacciati: “Se continui a dire che vuoi stare con la mamma finisci in un collegio”.
Una volta la sua amante, davanti ai bambini che volevano rimanere in casa con me, li ha minacciati davanti ai carabinieri, di andare in un collegio se non salivano in auto.
I carabinieri erano stati chiamati da lui. Perchè?
Perchè li avevo trattenuti perchè il piccolo aveva raccontato di subìre abusi da parte dello zio paterno.
Abusi mai verificati e mai sentito il minore…
il tutto è stato archiviato per ben due volte…
Poi nel gennaio del 2009 la minaccia si è concretizzata.
Dopo una ventina di giorni di vacanze natalizie trascorse insieme a giocare ovunque, il padre è passato ai fatti.
Io li ho riconsegnati come sempre a Milano, il 5 gennaio. Anche se qualche giorno prima aveva detto il contrario, cioè che veniva lui a prenderli, e davanti a testimoni.
Ma questo era il meno. Sono ormai abituata da anni a sentire le sue …“verità”…
Da tanti anni “macino” chilometri e mi adeguo.
Li porto dunque io a Milano e come sempre, i bambini non volevano tornare col padre.
Scendono a fatica dalla mia auto.
Mi salutano entrambi con un lungo abbraccio, come sempre tristi nel separarsi da me, nel parcheggio di un centro commerciale.
Sei occhi che si “incrociano” in pochi minuti nella speranza che succeda qualcosa che lui comunque non vorrà mai. Di affidarli a me.
Tutto questo con la voglia di rivederci prima possibile. Ma lo sappiamo tutti e tre che non avverrà entro poco tempo. Non ci riabbracceremo prima di un paio di settimane. Salgono lenti sul suo fuoristrada, mi salutano con la mano e non mi lasciano un attimo con lo sguardo triste.
Lui parte come al solito a forte velocità… tipico di chi vuol dimostrare un “distacco ancora più forte“….che comanda lui.
Poi accadde l’inspiegabile.
Il 7 gennaio erano già strani al telefono, sembrava quasi facessero fatica a parlarmi.
Poi quel foglio arrivato come un pugno.
Il “bravo” padre, li aveva portati dalle assistenti sociali, dicendo che i figli non volevano vedere più la madre.
Quindi si chiedevano incontri protetti.
Perchè protetti?
Ancora una volta sulla base del… nulla.
In tre anni, pochi giorni prima di Natale, ho dato tre sculacciate al più grande e da madre, posso garantire che se tornassi indietro, lo rifarei.
Quelle sculacciate, date a un figlio che spavaldo stava mancando di rispetto a me e al fratello, sono state trasformate, come espediente, in un “massacro a sangue”, anche se poi, e ovviamente, il tutto è stato dopo pochi giorni, smentito alle assistenti sociali dai bambini stessi, tanto era grande, anzi immensa, la loro bugia.
Non era ancora una volta vero… nulla.
Ma, da gennaio, non vedo e neppure posso sentire al telefono i miei figli.
Gli avevo regalato due telefoni cellulari, per non essere costretta a chiamare sempre al suo numero. Non ha mai avuto il telefono fisso e non potevo chiamarli quando volevo e loro non potevano chiamarmi liberamente, dovevano sempre chiederlo al padre. Lui non doveva neppure spendere nulla, perchè glieli ricaricavo io.
Mi chiamavano più volte al giorno, al pomeriggio e alla sera prima di andare a letto.
Mandavano anche tanti messaggini… tantissime pillole di “bene”…
Ma dopo pochi giorni, i due telefoni cellulari glieli ha sequestrati il padre.
Perchè? Molto semplice, perchè così riuscivo a capire quando lui li lasciava da soli in casa e soprattutto, e finalmente per i bambini, perchè parlavano “liberi” con la loro mamma.
Gli ha tolto 2 telefonini, oggetti normali anche per bambini della loro età.
E gliel’hanno concesso.
L’ho detto più volte al giudice in tribunale… e il risultato?… Nulla.
Ora…non so nemmeno se sono stati promossi… Nulla.
…non so se sono malati… Nulla.
…non so se stanno bene o male… Nulla.
Il vuoto assoluto
Ogni tanto penso alla Franzoni, lei almeno in carcere i suoi figli li vede. L’inferno dentro ad un inferno.
Almeno, anche se con tanto sacrificio, prima una volta ogni due settimane li vedevo, li abbracciavo.
Che numero di scarpe avranno? E quanto saranno cambiati? Cresciuti?
Quanto male i bambini devono ancora subire per colpa dei grandi?
Per colpa di una macchina chiamata giustizia che li ha privati del loro bene più grande?
Chi pagherà in futuro i danni di questa separazione forzata iniziata per il piccolo a 3 anni e a 5 per il più grande?
C’è chi mi dice: “Non ti hanno difesa gli avvocati”.
Ne ho cambiati tanti, perchè all’inizio tutti si facevano paladini della evidente ingiustizia, ma a metà strada non mi difendevano più.
Anzi… Sono stata picchiata nel mio giardino da suocera e cognato.
Uno dei miei avvocati, che oggi chiede migliaia di euro per questo consiglio, mi ha convinta a ritirare la denuncia per far vedere che ero una mamma buona.
Non bastasse, in tribunale hanno poi di nuovo “rigirato” contro il tutto, e chi non era presente ai fatti (cioè il mio ex marito), ha raccontato al giudice che invece li avevo picchiati io (il fratello di lui è alto due metri e pesa oltre 100 chili!), facendomi scudo dei bambini.
Incredibile, anche solo ascoltare questa versione falsa e assurda soprattutto detta da un testimone che non c’era e non ha visto… Nulla.
…Tutto senza un contradditorio... Nulla.
…Tutto un “sentito dire”… Nulla.
Stessa cosa davanti ad un grave episodio quale è stato il tentato suicidio del mio suocero nel mio giardino, davanti al figlio più grande che ha visto tutto il sangue nella capanna in cui si era nascosto il nonno.
Anche qui, mi hanno accusata di strumentalizzare la cosa, dicendo che non era vero.
Ma c’era la prova del suo ricovero e dell’intervento dell’ambulanza. Negata anche quella, assieme addirittura al fatto che il grande, vide il sangue del nonno nella capanna, e nel giro di poche ore gli venne una forte orticaria.
C’era un certificato. Poi fu costretto a prendere delle medicine ma quel che più conta… il bambino rimase a lungo sconvolto e turbato.
Sempre a seguito della ridicola testimonianza di chi non vide nulla (il mio ex marito non presente ai fatti), anche questo episodio che coinvolgeva la sua “famiglia perfetta”, si è dissolto del tutto nel… Nulla.
E’ stato insabbiato… fatto passare per normale e non influente il fatto che un bambino assiste al seguito di un tentato suicidio del nonno paterno…
E io nel frattempo pagavo per farmi difendere.
Con i soldi spesi per i legali, avrei già pagato l’università ad entrambi. Ma che senso ha gestire una separazione in questo modo?
Condannare prima del tempo una madre che ha come colpa quella di amare, come è logico e naturale che sia, i suoi figli?
Sì, perchè il motivo per cui me li hanno portati via nel 2004, era: “Troppo amore simbiotico a rischio di empasse evolutiva”.
Significava che li amavo troppo e avrei inciso in modo negativo nella loro crescita.
Una tesi che è già da sola un vero e proprio disastro a livello fisico e psicologico.
Ogni quindici giorni, in quelle poche ore in cui stavamo assieme, ne ho viste di ogni…
…i denti cariati…tante carie in tutte e due le dentature dei bambini… da me fatte certificare da medici dentisti di chiara fama… più volte e a distanza di anni… ma mai curate… Nulla.
…le orecchie stracolme di cerume… Nulla.
…i capelli non tagliati e non curati… Nulla.
…il palato storto del piccolo e ormai compromesso per la continua suzione del dito in bocca… ora occorre un apposito apparecchio dentale… mai fatto applicare… Nulla.
…i pidocchi… ne erano pieni entrambi e si grattavano vistosamente la testa piena di egzemi e arrossamenti… Nulla.
…i vermi intestinali del piccolo… che la “famiglia perfetta” confonde con semplici mal di pancia… e comunque senza approfondirne la causa… Nulla.
…le scarpe invernali indossate in estate o comunque strette… anche di un paio di numeri in meno… Nulla.
…i linguaggi poco appropriati per la loro età… Nulla.
Tutto ciò… visto solo da me… in quelle poche ore di permanenza a Predappio…
Tutto ciò è stato certificato dai medici dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì.
Per loro invece… Nulla.
Loro, la famiglia perfetta, esemplare, non vedeva nulla… nessuno “scopriva” cose come queste estremamente evidenti… Nulla.
Con questa attenzione… forse non vedevano neppure i bambini…
E io ho sempre mandato giù magoni.
Prima li amavo troppo mentre ora d’improvviso sono diventata una mamma cattiva… ma io sono sempre la stessa…
Una madre disperata che ha imparato a convivere con un dolore tanto grande, che è difficile da spiegare.
Questo blog lo dedico a tutte le donne che hanno subito violenze incancellabili e atroci come la mia.
Lo dedico a Giuseppina Filippi Farmar, uccisa a 40 anni nel 2006 nella casa coniugale di Bologna dal suocero. Incursioni continue dei familiari di lui nel giardino, dispetti, minacce e denunce.
Tutto per soldi, tutto per un concetto assurdo di proprietà da difendere a qualsiasi costo.
In parte, ci sono passata anche io.
Ma ho avuto la forza di andarmene e tornare a casa, con un lavoro, nella mia terra. Per cercare di far crescere i miei figli serenamente e non da soli nella casa della “famiglia perfetta”… davanti ad una Playstation tutto il giorno…
Con dei familiari del mio ex marito, nonna in primis, da cui i bambini han sempre detto di non aver mai ricevuto una carezza.
…Non ci sono riuscita a portarli via da quell’ambiente…
Ed è come se mi avessero uccisa.
Ma io continuo a lottare e lo farò per sempre.
Con l’amaro dei giorni che passano, dei sorrisi non dati, dei capelli non pettinati, dei compiti non seguiti e… delle carezze e dei baci della buonanotte mancati.
…Con la morte nel cuore…
http://www.tgr.rai.it/SITOTG/TGR_popupvideo/1,8506,tgr%5Eemiliaromagna,00.html

Sono solidale con Simona per tutto ciò che le è successo in questa assurda vicenda. Quando la giustizia aprirà finalmente gli occhi sulla reale condizione attuale dei bambini minacciati e sottomessi, se è vera giustizia, si accorgerà degli errori commessi con situazioni create ad arte per “colpire” fondamentalmente solo i 2 bimbi per smania di possesso del padre e della sua tribù, e Simona otterrà il meritato affidamento dei suoi figli.
Cara Simona
non possiamo che esserti vicini avendo constatato con i nostri occhi l’amore, l’attenzione e la cura con cui hai sempre seguito i tuoi figli.
Così come abbiamo visto la felicità e la serenità nei loro occhi e nei loro cuori quando erano insieme a te.
Una gioia che vorremmo rivedere. Presto.
Non perdere mai la speranza. Dobbiamo ancora credere che prima poi una giustizia vera possa trionfare. Li aspettiamo. Con affetto.
Gabriele, Vanna e Tommy
Forza Simona!
La tua tenacia vedrai che ti premierà.
Se i giudici leggeranno le carte come moralmente devono e non come gli fa comodo leggere o come gli impasta l’avvocato del tuo ex, la legge ti darà ovviamente ragione e scompariranno tutte le bugie che circondano da anni la vita dei 2 piccoli di quella triste casa dove abitano con chi li vuole solo per sfida e non per amore. Tutto ciò rovina solo la vita di 2 bambini e la legge non glielo impedisce. Anzi l’avvalla. E’ assurdo, è tutto troppo assurdo .
Forza Simona!
Simona Pletto come tanti tantissimi papà.
Una CTU,uno psicologo che con 2-3 ore rovina la vita a figli e genitori.
Simona ha raccontato quello che nella “normalità” accade ai papà.
La responsabilità è dei Tribunali, dei giudici,di questo sistema che non applica un fondamentale diritto dei bambini ad avere entrambi i genitori.
Provate a guardare il filmato di Simona ed immaginate al suo posto un papà.
Personalmente manderei in galera lo psicologo e il giudice.
Cara Simona, ti sono vicina come genitore.
Nessuno, nessuno ha il diritto di togliere i figli ad una mamma o ad un papà.
I tribunali devono smetterla di strumentalizzare i bambini con le beghe legali che nei tribunali vengono VOLUTAMENTE amplificate.
Sergio..un papà a cui hanno tolto i figli.
Cara Simona,
ho una figlia di quasi 9 anni. Quando aveva soli 7 mesi la madre se ne è andata di casa portandola via. Nonostante tutto negli anni ho sempre aumentato la mia presenza con lei vista anche la mia disponibilità di tempo. Ho giocato con lei, raccontato le favole, ecc ecc ecc. Tutte cose che la madre non faceva (non l’ho mai vista giocare con la figlia alla quale lascia un videogame). (Nel frattempo mi sono pure impegnato per contribuire al passaggio della legge sull’affido condiviso)
La madre ha poi deciso di iscriverla al tempo pieno delle elementari senza consultarmi e senza tenere conto che potevo seguirla io dalle ore 13,00 (a tal ora la andavo a prendere spesso alla scuola materna) in orari in cui la madre ne era impossibilitata perchè occupata in altro. Così ho fatto notare il mio disaccordo. Per farla breve si è arrivati ad una CTU. Il consulente in pochi incontri ha stabilito che ero affetto di un delirio di persecuzione e che perciò mia figlia mi doveva vedere almeno una volta alla settimana in incontri protetti. Nel frattempo mi dovevo pure “curare”. Ha scritto pure che non riuscivo a trovarla quando giocavamo a nascondino (come se fossi un mentecatto) quando ovviamente facevo finta di non trovarla per divertirla di più (ci siamo sempre molto divertiti assieme). Poi che avevo un rapporto paritetico con mia figlia (quando credo che sia meritevole per un genitore mettersi un pò all’altezza dei figli per riuscire ad educarli con maggiore credibilità e senza essere autoritari come fanno i genitori assenti). Ha scritto anche che quando si concludevano gli incontri mia figlia si attaccava a me perchè aveva paura di perdermi e di non rivedermi più (in quel periodo non poteva più vedermi… mentre precedentemente, come già scritto, le frequentazioni erano quotidiane) ma nonostante questo ha deciso di allontanarci.
Che dire? Che chi lavora come CTU spesso sia un incompetente, un pressapochista? Che nell’ambito del CTU invece di cercare di garantire la massima partecipazione dei genitori alla cura e all’educazione dei figli si pensa solo ad eliminarne uno dei due (e magari quello più disponibile e pronto)?
un caro saluto e tieni duro
ti sono vicino
Silvio P.
Dimenticavo. Oggi mia figlia mi vede ogni giovedì per un’ora e mezza alla presenza di due assistenti sociali.
Spero di riuscire a riportare le cose alla normalità.
un caro saluto
Silvio
Cara Simona, è la stessa cosa che succede a tutte, identica! Sono ben istruiti e molto tecnici, hanno trovato il sistema. E’ solo per i soldi è vero, ma nessuno se ne accorge. Il tutto è molto logico invece, anche se va contro natura, ti ricordi qualche tempo fa quando qualcuno per salire al governo promise l’indulto ai carcerati, allo scopo di avere voti? Allo stesso modo promettendo tutto quello che ti sta succedendo, alle molte associazioni presenti sul territorio, ottennero tanti voti e salirono al governo! Adesso bisognerà chiedere allo Stato il danno biologico per noi donne e per i bambini, perchè noi la salute l’abbiamo sicuramente persa.
E’ un INGANNO.
Tutto è iniziato con la lotta sull’affido condiviso (condivisibile)…ma per poi finire alla distruzione completa della figura materna, oltre che economica e psicologica.
Tra un pò vorranno anche toglierci a noi mamme anche il diritto di portare nel nostro grembo i nostri figli…
o forse ci considerano solo “macchine per fabbricarli”?…
Esatto siamo solo uteri! Io credo che le nostre figlie non faranno figli.
Cara Simona, poiche sono Amico di Ivan Liggi so quanto ti sei battuta per una giustizia migliore. Hai perfettamente ragione nel rivolere i tuoi figli ma sappi che nulla è perduto. Ricordi Re Salomone quando le due prostitute si dichiaravano entrambi madri di un bambino, non fece altro che dire di dividerlo in due e così la vera madre, pur di non far ammazzare il figlio disse di lasciarlo alla rivale e li Salomone capì chi diceva la verità. Spero che un giorno molto vicino tu possa incontrare il tuo Salomone e che ti sia data la giustizia che meriti, Nel frattempo pensa che i tuoi figli ci sono, e ci sei anche tu. Fin che c’è vita c’è speranza, te lo dice un padre che l’anno scorso ha perso sua figlia di 17 anni, per me non c’è più nulla da fare, per te c’è ancora tanto. Vivi, combatti e vinci questa guerra.
In bocca al Lupo Daniele
Ciao Simona,
sono Valentina di Radio Studio Delta, ci siamo conosciute durante la presentazione del libro su Ivan Liggi, sono senza parole. Linko il tuo blog al mio e se per te va bene pubblico anche qualche estratto del tuo blog sul mio.
Valentina
Cara Simona il tuo dramma mi ha commosso.Purtroppo le mie parole non servono perche sono solo parole e nulla di concreto. Mi dispiace!! CIAO
ho aperto casualmente questa mail, sono rimasto senza parole. spero solo di averla letta in ritardo e che qualcosa sia cambiato a tuo favore e a favore di quei bambini che non possono subire le sfide di due persone che non si vogliono piu bene.
ti auguro al piu presto di poter riabbracciare le tue splendide creature.
daniele (forlì)
Conosco la vicenda e posso assicurare che i fatti sono andati veramente così.
Qualcuno potrebbe pensare che forse non ce la racconta giusta, che forse c’è a monte qualche motivo volutamente non raccontato da Simona che ha indotto il giudice ad agire così.
Invece è andata veramente come Simona ha raccontato nel blog.
Esprimiamo tutti solidarietà a Simona sperando che un Giudice possa ridare alla madre ciò che la natura ha tenuto insieme per nove mesi è che la giustizia (?) Italiana ha invece separato in tenera età.
Tieni duro Simona. So che hai carattere e questo Ti aiuterà a vincere anche questa battaglia.
Luca Bartolini
Cara Simona, come genitore e sopratutto come uomo che crede ancora nella giustizia, ti chiedo di avere pazienza perseverando nella tua bontà di madre. Purtroppo la legge viene applicata da persone che usano un loro libero arbitrio nell’interpretazione delle norme, spesso senza riuscire ad individuare i limiti violati della libertà personale delle persone giudicate. Io sono un padre separato, che oggi convive con una compagna con due bambini piccoli e ti posso assicurare che il padre di questi ultimi, sempre per il vile denaro, non solo ha truffato la madre dei suoi figli con un’insolvenza completa su tutto l’atto di separazione, sta tentando la strada del tuo ex. Un giudice donna è chiamata al ricorso che è stato fatto viste le insolvenze, coa è successo? Non lo so, si sta prendendo tempi immani per la decisione, sono 8 mesi che aspettiamo ua sntenza deinitiva e tra l’altro siamo in procinto di essere sfrattati da dove siamo…. E pensare che questa persona che sta facendo tutto questo per soldi è un libero professionista e pieno di soldi..che vergogna. Io, da semplice impiegato ho lasciato la mia casa alla mia ex ed a mio figlio e sono uscito come si suol dire con una mano davanti ed una dietro. Però sono fiero e felice di quello che ho fatto.
Ti prego, tieni duro io sono con te….
Carissima Simona, l’ultima volta che ti ho incontrata eri con i tuoi bambinii ed erano tranquilli – sereni. Chi riesce a staccare un bambino dalla propria madre (non drogata-non ubriacona-non violenta), forse NON ha mai avuto l’amore che gli spettava…o non se lo ricorda più!!! Chi ha deciso l’allontanamento, non ha minimamente preso in considerazione, il danno psicologico (leggasi abbandono)che subisce un bambino lontano dalla mamma.Mi chiedo: come fa un padre con 1000 euro al mese a mantenere i propri figlii? Non simpatizzo, per gesti estremi, ma, a questo punto, l’unico consiglio che mi sento di darti, é di alzare un polverone affidando la tua storia ai mezzi d’informazione (tutti) e denuncia denuncia denuncia TUTTO E TUTTI. E, non vado oltre, per carità cristiana. Hai tutta la mia solidarietà. Un abbraccio e un bacio
Gabriella
Purtroppo i giudici continuano ad emettere sentenze che vanno oltre ogni logica, chissà per quale motivo, i più malpensanti potrebbero pensare che la sentenza viene fatta in base a chi “unge” di più.
Chissà se si rendono conto che in questo modo distruggono la vita di una persona perbene, come quando fanno uscire di galera gli assassini che poi se li ritrovano davanti i familiari della vittima, è come se la vittima venisse uccisa ancora una volta. Scusate l’O.T. ma è per rimarcare quanto sia dannoso lo strapotere dei giudici.
In ogni caso siamo tutti con te Simona. Tieni duro e vai avanti nella speranza che il bene prevalga.
O ci si crede alla Giustizia o non ci si crede! Non possiamo credere in certi casi valutati da noi ed in altri no altrimenti significa “farsi giustizia da soli”. Purtroppo come é stato recentemente sentenziato anche dalla Cassazione, la Giustizia può sbagliare anche ai massimi livelli (esempio: ricorso in Cassazione che per errore viene presentato doppio dall’ Avvocato, segue due udienze distinte nelle quali una Sezione accoglie l’ altra rigetta….sigh le Sezioni riunite ammettendo la “stranezza” risolvono definitivamente). Concludo il mio intervento “fuori dal coro” confermando che il “potere” di alcuni Avvocati a volte può dar adito a ….. dubbi. Continui Sig.ra Simona… continui
sergio.cartabia@email.it
Cara Simona,
ti sono molto vicino! Prego molto per te e per i tuoi piccoli; vorrei dirti che, anche se non sono adatto a darti un consiglio, che tu hai una GRANDE POSSIBILITA’: il tuo GRANDE AMORE che dimostrerai ai tuoi figli, nel tempo, ti daranno certamente ragione! Chiedi aiuto a Dio e abbi molta fede.
Un grande abbraccio!
Paolo
ho deciso di fidarmi, le tue parole sono troppo piene di dolore per essere finte.
una cosa però devo dire, abbi pazienza, vedrai che la giustizia, in tutti i suo gradi, farà il suo lavoro.
un forte abbraccio.
Sono solidale e vicino a Simona i figli appartengono assai di più a colei che li ha portati in grembo per nove mesi, il volerli separare dalla madre è come separare l’uomo dalla terra è un delitto contro l’uomo stesso. Ricordiamo che la legge dell’uomo è una contingenza momentanea e che soprattutto è una interpretazione del momento.
No Rodingo, i figli sono di mamma e papà…SEMPRE.
Di sicuro i nostri figli non sono nè dello Stato nè dei s sociali.
Anche la convenzione di New York ha dichiarato che i bambini sono di mamma e di papà…
è un diritto dei bambini avere entrambi i genitori.
Se i genitori litigano, lo Stato deve pensare PRIMA al diritto del bambino ad avere entrambi i genitori.
Se questa regola fosse rispettata,molti la smetterebbero di giocare e guadagnarci sù.
Sergio..un papà a cui hanno tolto i figli.
A dir poco incredibile!!!
Sembra un racconto uscito da una sceneggiatura per telenovela, separazione per amante, famiglia ottusa e attaccata solo al denaro, evasione del fisco, avvocato incurante della vera vicenda ma solo preoccupato di vincere senza esclusione di colpi, e chissa’ anche qualche risvolto politico… sicuramente questa sceneggiatura farebbe successo, ma purtroppo e’ la realta’ non e’ finzione!!!
Che dire, questa e’ la situazione della giustizia in italia, il denaro ed il potere riescono a ribaltare le situazioni in maniera inverosimile, e tutti noi lo abbiamo lasciato fare e continueremo finche’ non ci tocchera’ in prima persona.
Cara Simona, spero che tu abbia capito chi sono, ancora oggi ricordo la tua telefonata per informarmi che avevamo vinto una battaglia per la salvaguardia della salute di molti cittadini, poi il solito potere ha offuscato il seguito di questo impegno, sono comunque convinto che le cose giuste, e non la giustizia perche’ questa e’ troppo pilotata, col tempo abbiano il sopravvento su tutto, non devi mollare, chissa’ che almeno questa tua battaglia sia di aiuto ad altri genitori che si trovano nella tua stessa condizione, non cambiare il tuo modo di essere non scendere al loro livello e vedrai che quando saranno “liberi” i tuoi figli saranno orgogliosi di tornare dalla loro madre che ha lottato per loro senza pero’ farli mai sentire oggetti utili solo per difendere chissa’ quali beni materiali a discapito di quell’ amore che ogni bambino ha il diritto di avere e che ogni genitore, ancor piu’ se si trova in una situazione famigliare difficile, ha il dovere di dare senza ma e senza se anche perche’ non c’e’ gratificazione e gioia piu’ grande nel vedere il sorriso di un bambino figuriamoci se quel sorriso e’ dei nostri figli.
Ciao sono con te.
Fai sentire la tua voce, non arrenderti mai.
Quando ti sentirai stanca, ricordati che ci saremo noi a sostenerti.
Un forte abbraccio
Mariangela
Ciao cara Simona,
sono amico e collega di Ivan liggi e di Natale liggi.
La tua storia è incredibile è assurda ma avendone subite anche io sò in cuor mio che è vera. Ora però devi tirari su e combattere. Ciao forza e coraggio. so che ne hai da vendere.
Aniello SINISCALCHI
La tua storia mi ha molto colpito. E ce ne sono tante uguali o simili che spesso si incrociano con tribunali che si esprimono solo per libri scritti e mai tenendo conto dei diritti di genitori e figli. Sono sicuro che alla fine avrai giustizia perchè prima o poi la chiave giusta aprirà la porta. In bocca al lupo!
Simona….non mollare mai!!!!!!
per te e per i tuoi bambini…che hanno bisogno di te e della tua immensa forza!!!!! Purtroppo la “giustizia”italiana fa pietà e tu ne sei la prova… come si possono togliere 2 bambini dalle braccia della loro madre solo perchè li ama troppo??? perchè è un male amare così tanto le proprie creature??? io di anni ne ho 26 e sono figlia unica e ho una mamma molto apprensiva, ancora oggi mi chiama almeno 2 volte al giorno quando sono al lavoro e io abito ancora in casa coi miei!!! è sempre stata attaccata a me,ma questo non è sbagliato, anzi il suo amore è stato fondamentale…e io di cose nella vita ne ho fatte tantissime, compreso laurearmi, studiare all’estero, viaggiare…perchè anche se una mamma ti ama troppo non ti impedisce di vivere le tue esperienze!!!! spero tanto che riuscirai a vincere la tua battaglia…un infinito in bocca al lupo….
Ciao simona, sono rimasta veramente colpitadal tuo video. le tue parole, la tua voce, la tua espressione, mi hanno commosso,tieni duro ci sono tante persone che ti sono vicine,sei una madre ferita che combatte per il bene dei suoi figli e non devi mollare un abbraccio forte forte!!!!!
ROBERTA
Cara Simona,
non so proprio come qualificare quanto ti e’ successo. E’ una cosa fuori dal mondo.
Cosa possiamo fare noi, piccoli e sconosciuti cittadini, per poterti aiutare?
Non sono un tipo emotivo ma mi viene da piangere.
Luigi
Ciao simona sono una mamma come te e leggere e ascoltare la tua storia mi riempie di rabbia . i genitori spesso vengono accusati di troppo amore di viziare i figli di non dargli regole …non si sa come muoversi.. quando un genitore poi prende una posizione da qualsiasi lato si veda forse poteva essere un’altra. non posso neanche immaginare il dolore che provi perchè io nei tuoi panni sarei uno straccio.per il rapporto che ho con mio marito non riesco a pensare ad una bastardata come questa…credo che chi ama davvero supera gli ostacoli dell’ostinazione e la vendetta . nel tuo caso tuo marito non ama i suoi figli e non ha mai amato neppure te.
ho ascoltato le voci dei tuoi bambini… ho pianto ed è vergognoso che non vengano ascoltate.. VERGOGNOSO!
Vergogna,vergogna,vergogna. Povere creature…….si stringe il cuore quando si ascoltano le loro piccole voci imploranti………Perchè non li ascoltano? Perchè questa violenza gratuita?
non ho parole!!!!! La cosa più vergognosa per me non è il marito, è palese che non ci sta di testa, ma i giudici, le assistenti sociali e tutto il contorno………queste sono le persone che noi paghiamo con le nostre tasse, che dovrebbero sostenerci……vergogna!!!!!!!
In quanto a te Simona ….che dire? Io credo molto nella giustizia divina, le tue lacrime sono sicura si trasformeranno in gioia e la verità presto trionferà, i bimbi diventeranno grandi e ti riscatteranno, ti auguro che questo avvenga presto perchè lo meriti…..ti sono vicina col cuore di mamma
Ciao, ho scritto questo articolo nel mio gruppo (non sono una giornalista!)
http://www.facebook.com/topic.php?topic=11124&post=52629&uid=107222978671#/topic.php?uid=107222978671&topic=10937
Penso che sia giunto il tempo di “scendere in piazza”…[non riesco a sentire l'audio dei tuoi figli nel blog], ad ogni modo diffido di alcuni che si propongono soltanto per bisogno di visibilità lucrando sui bambini e sul dolore di noi mamme con figli rinchiusi nelle comunità. Leggerò con interesse il tuo libro. Con affetto, Ciao
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MAMME VITTIME DELLA PAS:
Dopo anni di discriminazione nelle cause di affidamento della prole e condotto dure lotte per vedere riconosciuta la loro presenza genitoriale nella vita dei propri figli, i padri italiani finalmente ce l’hanno fatta!
Il numero dei padri impegnati in questa lotta è cresciuto a dismisura tanto da meritare l’attenzione dei politici che hanno dovuto metter mano alla legge e modificarla.
Giustizia è fatta? Non proprio…
La giustizia, che dovrebbe fare da ago della bilancia, troppo spesso fa pendere eccessivamente da una parte o dall’altra le sue decisioni. La figura genitoriale paterna, una volta poco riconosciuta, oggi tende ad avere la meglio (anche in qualche caso di padre poco “meritevole”).
E pure gli operatori sociali si sono adeguati a questo “trend”, tanto che oggi sta nascendo una nuova categoria, quella delle MADRI discriminate dal sistema…lo testimoniano i diversi casi di cui si occupano i mass media.
Le madri di oggi sono più esposte, che in passato, ad essere considerate inaffidabili e manipolatrici…la vera rovina dei loro figli! A loro non viene scontato nulla, pretendendo sempre di più e anche l’impossibile…e sembrano avere sempre torto.
Se prima si assisteva alla sottrazione dei figli ai genitori drogati, alcolizzati, violenti o comunque lesivi per i minori, oggi è sufficiente che due genitori abbiano un “rapporto conflittuale” per vedersi portare via i figli.
O ancora, il sospetto più o meno fondato che ci sia “alienazione genitoriale” (quasi sempre è la mamma ad essere accusata di mettere in cattiva luce il papà agli occhi del loro figlio).
La teoria di R. Gardner sulla PAS, ossia “sindrome da alienazione genitoriale” è appunto una teoria e non una scienza inconfutabile.
In America la PAS è conosciuta e applicata da decenni, con risultati drammatici per le mamme e i bambini, tanto che sono nate organizzazioni come la Mother’s Alliance che tutela le donne alle quali sono stati sottratti i figli. E’ necessario ripetere l’esperienza anche qui in Italia?
NELLE CAUSE DI AFFIDAMENTO DEI FIGLI NON CI SONO VINCITORI NE’ VINTI !!
A pagare il prezzo più alto sono sempre e solo loro: i BAMBINI, stritolati da un sistema che, anziché tutelarli aiutando le loro famiglie, li distrugge.
Questi bambini sottratti ai genitori vengono rinchiusi in case-famiglia, altrimenti dette comunità, luoghi ritenuti “neutri” dagli istitutori e dove “non vengono condizionati”.
Togliere un figlio a una madre è come estirpare le radici alla terra!!
Ci si può opporre a tutto questo? I tempi purtroppo non sono ancora maturi per poter parlare di malagiustizia.
L’esperienza mi insegna anche che nelle cause di separazione tra coniugi, a soccombere spesso non è tanto la parte che, con la sua condotta, ha causato la fine del rapporto, bensì la parte che per mancanza di informazione e/o di mezzi economici, non riesce ad attivarsi per proporre ricorsi nelle opportune sedi giudiziarie avverso il cattivo servizio offerto sia dagli operatori sociali che della giustizia più in generale.
LA TUTELA DEI MINORI
Il mondo della tutela dei minori è un campo molto delicato dove muoversi con cautela per non rischiare di ferire qualche suscettibilità e interesse.
Oggi si fa un gran dire che “la famiglia costituisce il cuore della società”, ma di fatto, molto di rado a tale affermazione corrispondono politiche familiari coerenti. I genitori oggi vengono incolpati dei problemi dei giovani e delle conseguenze che, secondo loro, causano impartendo loro una cattiva educazione.
Politici, tutori dell’ordine e giudici, rimproverano spesso i genitori di essere “inadeguati al loro ruolo ” e di aver educato una generazione di giovani privi di valori, ribelli e sfaccendati.
Le statistiche dicono che molti giovani presentano disturbi emotivi gravi, altri che sono emarginati, si drogano oppure si suicidano. I genitori, insomma, vengono ritenuti direttamente responsabili di tutto ciò che accade ai figli.
Ma lo Stato e la società cosa fanno per aiutare questi genitori a svolgere correttamente il loto ruolo, o peggio, a evitare che questo ruolo sia sempre più spesso osteggiato e reso più difficile? Nulla. Crisi sociale ed economica, non fanno che minare il già precario equilibrio delle famiglie e purtroppo, alla minima difficoltà manifestata da questi genitori, anziché provvedere ad aiutarli come si converrebbe in una società che si autodefinisce con presunzione “civile”, si procede col suo smembramento, ovvero con l’allontanamento del minore dal suo nucleo familiare.
Bambini sottratti ai loro affetti e rinchiusi in case-famiglia, vengono sottoposti a controlli, talvolta a punizioni psicologiche e, come dicono i vari casi trattati dal mass media, spesso viene reciso ogni legame tra questi bambini e le loro famiglie naturali. In nome del’”interesse del minore”. I Comuni spendono parecchi soldi pubblici ogni anno per “mantenere” questi bambini nelle comunità…soldi che potrebbero servire ad aiutare i genitori, beneficiando soprattutto i bambini che crescerebbero nel loro ambiente affettivo naturale avendo genitori più positivi e sereni ma, soprattutto, non subirebbero il trauma indelebile del loro allontanamento coatto.
Il denaro pubblico, cioè il denaro di tutti i cittadini italiani, alimenta e prolifera strutture dalle quali usciranno giovani per sempre segnati psicologicamente, e destinati, sovente, ad essere “bollati” a vita dai cosiddetti “perbenisti”.
Che accade ai genitori?
I genitori a loro volta vengono giudicati, spesso dequalificati, talvolta calunniati, quasi sempre, purtroppo, isolati.
Non esiste alcuna indagine, per quanto so, che abbia verificato che tipo di effetti psicologici, ovvero quali benefici queste comunità producano ai nostri piccoli (e che quindi possa mettere anche i giudici in grado di valutare l’opportunità di tali affidamenti, rispetto a soluzioni diverse), mentre molte testimonianze dirette dicono esattamente l’opposto.
E’ un po’ come ai tempi dell’olocausto (chissà perché mi è venuto questo paragone): tutti sapevano cosa accadeva, ma nessuno osava dirlo apertamente…per paura…per indifferenza…perché era “una cosa che non li riguardava”…esattamente ciò che succede oggi con i nostri bambini italiani.
http://www.facebook.com/topic.php?topic=11124&post=52720&uid=107222978671#/topic.php?uid=107222978671&topic=10534
Ciao Simo, sono con Te alla stragrande!!! Tieni duro, mai arrendersi!
Cara Simona,ho sentito il pianto dei tuoi bambini che chiedono a quello che per me non si può chiamare…padre…di tornare con la mamma,ma non ce l’ha un cuore quell’uomo???
Guarda ho un magone terribile,non riesco più a scrivere,spero solo che al più presto finisca tutto questa..scusami se lo dico..barbarie!
Anche se non vi conosco, voglio bene a te e ai tuoi cuccioli,un abbraccio grande,grande e che Dio ti aiuti.
Cara Simona, conosco perfettamente tutta la tua vicenda, ma a rileggerla fa venire i brividi. Vorrei che tu abbracciassi prestissimo i tuoi bellissimi figli. So per certo che vogliono stare con te. Quando loro potranno scegliere nessun giudice potrà più portarteli via.
Cara Simona, ho appena ascoltato le grida strazianti dei tuoi figli e non ho potuto fare a meno di piangere.
Perché non dici che il tuo ex-marito ti ha piantata per un’altra, così, all’improvviso ?
Perché la sua colpa deve ricadere su di te?
Non si rende conto che sta facendo vivere i suoi bambini in un inferno?
Quando saranno grandi lo odieranno. Io so di sicuro che tu sei una mamma stupenda e premurosa, ricordo le torte che preparavi e tenevi la casa pulita come uno specchio.
Smaschera e pubblica i nomi dei vari psicologi e dei giudici che, con le loro sentenze senza senso, ti hanno strappato i tuoi piccoli e ti hanno obbligata ad uscire di casa con una sola valigia, senza un lavoro, senza un tetto, senza una meta.
Ti hanno incolpata di amare troppo i tuoi figli, come se questo fosse disdicevole, ma io ti sottolineo che se mi portassero via i miei figli diventerei una iena, non avrei pietà per nessuno, sarei pronta ad uccidere!
Ti hanno tolto anni di vita, ti hanno uccisa dentro.
Dovrebbero vergognarsi, sono degli assassini!
Come fanno a guardare negli occhi i propri figli dopo quello che ti hanno fatto?
Ma i maestri a scuola non si accorgono che questi bambini sono disperati?
Intervengono sempre dopo, quando ormai é già troppo tardi e poi si meravigliano candidamente se una madre fa gesti disperati.
Il tempo che ti hanno rubato purtroppo non te lo darà più nessuno. Quanto dolore hai dovuto affrontare, le notti in bianco, i singhiozzi, le corse in macchina con la nebbia, il gelo. Hai dovuto sopportare i pregiudizi di gente ignorante che ti ha giudicata senza conoscerti.
La ferita che ti hanno inferto non si rimarginerà più purtroppo.
Sei una donna intelligente, con dei sani principi, con tanto amore da dare, perché non ti ascoltano?
Lo so che non puoi fare gesti inconsulti, perché altrimenti ti prenderebbero per pazza, ma grida forte il tuo dolore, grida finché hai fiato, la persone che hanno una coscienza ti capiranno.
Ti auguro di ritrovare la tua felicità prestissimo, ne hai il diritto.
Ti voglio bene.
Caly
Cara Simona,
l’unica cosa di cui devi essere certa è che l’amore dei tuoi figli non ti mancherà mai, anzi si rafforzerà nel tempo. Appena potranno saranno loro a chiedere di poter venire a stare con te e questo ti deve dare la forza di pazientare. Immagino che sia difficilissimo perché sono madre anche io e so che basta un errore banale e di colpo può suonare qualche servizio sociale e portarti via l’unico bene che hai al mondo.
Questo mondo astratto fatto di istituzioni impersonificate da persone con il manualetto in mano, se entri nei parametri bene, se non entri fuori, ma vorrei vedere loro al tuo posto.
Mi piacerebbe fare una bella perizia (di quelle serie) a quel Signor CTU afflitto dalla simbiosifobia, forse gli è mancato amore a quel signore, costretto a redigere verbali fumosi di vita o di morte delle persone sulla base di un nonsochè certificato dalla pedagogia contemporanea.
Ma è tutto il sistema che non va: dalla puericultura in poi, gravidanze medicalizzate, pediatri sotuttoioleinoncapiscenulla, assistenti sociali con il protocollo a prova di cretino e il giudice che dovrebbe emettere sentenze senza dimenticare l’umanità, la necessità di conciliare diverse istanze e diverse priorità (il tuo ex marito, tu e i bambini) e invece si riduce a fare il Salomone, dividendo l’indivisibile.
Ma credo che tutto questo sia conseguenza di una profonda mancanza di cultura a tutti i livelli, dall’operatrice dei servizi, al perito, al giudice, financo all’avvocato, se incappi nel primo stupido te li becchi tutti fino in fondo.
Finché non si capirà che il diritto di famiglia deve essere applicato con intelligenza e non con la scure del presunto “interesse del bambino” concetto nebuloso, che lascia spazio a tutte le nevrotiche interpretazioni del giudice di turno, sarà molto difficile avere delle sentenze eque, davvero formulate nell’interesse dei nostri ragazzi.
Per essere intelligente una sentenza di diritto di famiglia dovrebbe delineare un percorso aperto e non chiudersi nell’affidamento a tizio, giorni di visita, percorso protetto, e via discorrendo, punto a capo, visto del cancelliere.
Questo si può fare per un passaggio di proprietà di una casa non per l’educazione e la dimensione affettiva di un bambino.
Per una sentenza di questo tipo andrebbe considerato il tempo che cura molte ferite e che avrebbe permesso fra te e il tuo ex una migliore conciliazione come genitori, il tempo per il genitore non affidatario visto non solo nello “spazio” di visita ma nel continuum delle esigenze dei bambini che, appunto, cambiano con il tempo.
Invece se sei malcapitato, come nel tuo caso, ti ritrovi dalla sera alla mattina con una sentenza definitiva e senza appello:per tutta la vita un week end ogni 15 giorni così ti passa la simbiosi.
Ma un bel ricorso alla Corte Europea?
In bocca al lupo e un abbraccio
Sig.ra Simona, Le voglio manifestare tutta la mia solidarietà nei confronti del dramma che sta vivendo.Tenga duro, perchè giustizia sarà fatta, anche se nessuno, ha ragione lei, le potrà restituire ciò che le è stato tolto, nessuno può far tornare indietro le lancette dell’orologio e riparare al danno fatto, glielo dico per esperienza personale.Vada avanti per la sua strada.sempre.
Un pensiero anche per Ivan Liggi.
Cara Simona,
che cosa dire di più che Le sono vicino.
E’ un dolore straziante quando mi allontano per alcuni giorni dalle mie figlie.
Dovendo andare fuori casa per oltre un mese per lavoro, ricordo che acquistai uno dei primi videofonini per vederle e parlar loro.
Non sapere nulla di loro mi renderebbe folle.
Tenga duro.
Chissà che un giorno i prosciutti davanti agli occhi e salami nelle orecchie dei magistrati che dovrebbero elargire giustizia, non vengano rimossi e Lei possa riabbracciare le SUE crature.
Sicuramente, come dice un vecchio adagio, “chi semina vento, raccoglie tempesta,” e quel signore con cui ha generato con lei i SUOI figli, non verrà ricordato positivamente dai SUOI ragazzi.
Un abbraccio, sperando che il Buon Dio, Le faccia trovare sotto l’albero, il regalo più grande che tutti ci auspichiamo.
cara simona,
ti posso capire, perchè tanti anni fa ( ora sono nonna!) mi capitò qualcosa di simile.
avevo chiesto la separazione da mio marito e quando ci fu l’udienza dal giudice mi limitai a spiegare che non andavamo più d’accordo e che, per il bene dei bambini, era meglio che ci separassimo. però, per ingenuità e ignoranza delle procedure giuridiche, non dissi nulla contro mio marito, malgrado le sue scorrettezze coi bimbi. all’udienza mio marito non ricambiò la cortesia e raccontò un sacco di balle, tutte cose che sarebbe stato semplicissimo smentire, ma…non esisteva contradditorio ed io, per confutarle, avrei solo potuto aspettare l’udienza successiva, da lì a un anno. mi ritrovai così senza i miei bambini e me ne dovetti andare da casa, giusto il tempo di prendere lo spazzolino da denti e una camicia da notte…..fuori da quella che fino a poco prima era stata la mia vita. come ho ripreso i miei figli? dei bimbi se ne occupava sua madre. prossimi al natale, lui mi disse che li avrei potuti avere solo per capodanno. consigliata da saggi amici, per capodanno non li andai a prendere, con una scusa palesemente falsa. lui allora scaricò i bambini a sua madre, che però si arrabbiò moltissimo e gli disse che o li badava lui o li ridava a me. li ridette a me: mi disse che avrebbe accettato la separazione consensuale, affidandomi i bambini.
fu così, con l’astuzia che non avevo avuto all’inizio, che potei tornare a casa e riavere i miei bimbi, che ora sono a loro volta papà e mi hanno regalato 3 splendidi nipotini. il loro padre? è sparito e vive all’estero.
ti auguro di trovare anche tu la strada per riavere i tuoi bimbi. sono prove difficili, dolorose, ma possono renderci più forti, più di quanto possiamo immaginare. coraggio e tantissimi auguri.
Ciao carissima;
dimmi che hai delle belle novità…….
Lo spero proprio tanto.
Aspetto tua graditissima risposta.
Buon 2010.
Ti abbraccio.
Mirco
cara Simona come ti capisco?! Io sono nelle tue stesse condizioni, anzi sono “messa” peggio. Ho due bimbe di 9 e quasi 6, dopo 10 anni di convivenza, ho lasciato il mio compagno perchè ho incontrato un’altra persona, abitavo a Pavia e mi sono trasferita a Bordighera dove ho una casa di mia proprietà e vengo qui da quando ero in fasce, mi sono sposata, ma le bimbe sono state affidate al padre e anche io non le vedo da 8 mesi e non le sento da 4 mesi. Tutta la mia famiglia mi ha “girato” le spalle perchè dice che ho abbandonato le mia bimbe, ma come fnno a dire queste cose una madre non abbandona MAI i propri figli. Sono distrutta e depressa non c’è un solo giorno che non piango e penso alle mie creature che ho tanto voluto metterle al mondo. Non posso raccontarti tutta la mia storia perchè ci metterei una vita da come è complicata, ma è stato un piccolo sfogo per sentirmi vicino a te e alla tua straziante sofferenza. Un abbracccio Paola (madre senza una metà)
simona coraggio…non sai quanto ti capisco e quanto dolore ho provato nel leggere le tue parole.ma devi continuare a lottare e prega.il Signore ci da il coraggio e la forza per andare avanti e non arrenderci.prego per te che da lassù lui ti ascolti e che sia fatta giustizia
Non ti abbattere e continua a lottare come fai per i tuoi figli. Mio fratello ha avuto una storia in un certo senso simile alla tua, non ce l’ha fatta, non ha retto…troppa disperazione…..il suo diffetto piu’ grande???? La bontà, il non vedere la cattiveria allo stato puro in quella donna che è la madre dei suoi figli. Io a causa della cattiveria umana, per amore solo del possesso materiale, dei soldi, e non per amore vero verso due creature, ho perso mio fratello. Si, perchè mio fratello non è riuscito a tenere testa alle tante angherie della ex, è caduto in depressione, una depressione che nn ha lasciato scampo…….mio fratello si è tolto la vita. La giustizia terrena non ha seguito il suo corso, i bambini sono stati affidati ad una donna che nn meritava la gioia di diventare mamma, perchè si è ricordata di avere due figli, solo per avanzare il diritto di avere una casa ed un mantenimento……….quindi solo per se stessa. I bimbi sono trascurati……..e non hanno piu’ rapporti con la famiglia paterna…la quale li ha cresciuti……questo perchè è lei ad impedirlo. IO sono credente e confido in una giustizia che è totalmente diversa da quella terrena, ed attendo il giorno in cui lei pagherà per tto il male che ha fatto. L’impedire ai bimbi di stare con i propri nonni sapendo quanto il piu’ grande soffre per questa cosa……è assurdo ……come fa una madre a volere di proposito il dolore per il proprio figlio solamente per un suo gesto egoistico. La cattiveria umana non ha limite, e purtroppo di continuo i figli vengono utilizzati contro il genitorre non affidatario soltanto a titolo di rivalsa, non ci si rende conto che il peso dei problemi degli adulti non deve ricadere sulla vita dei piccoli, i quali dovrebbero essere sereni e godersi la loro infanzia!
il tuo racconto è strazziante e purtroppo corisponde alla realtà dei nostri giorni..Il mio compagno si trova da 2 anni e 2 mesi nella stessa situazione.Leggo la tua storia e rivivo la sua perchè è identica..Ci sono genitori che non meritano questo titolo perchè usano i loro figli come armi di distruzione,per ottenere solo le grattifiche economiche del caso ma ancora per infliggere “punizioni” al ex compagno o compagna per colpe che con tutta probabilità sono da attribuire a loro..Mi dispiace moltissimo,posso dire solo questo..
Come hai detto tu però dove non arriva la giustizia terrena,un indomani arriverà quella divina..Questi bambini dovranno diventare grande..Gli faranno pagare tutto quello che hanno perso..
Non riesco nemmeno a commentare , sono senza parole , sono consapevole del fatto che capitino queste cose . Ho avuto la sfortuna di avere a che fare con gli assistenti sociali da piccola “sopportando ” mio malgrado ,ovviamente, tutte le loro decisioni .Spero sinceramente e con tutto il cuore che presto Simona possa riavere i suoi piccoli e spero e mi auguro che i piccoli riescano quanto meno a passar sopra a tutto il male subito perchè dimeticare no , non riusciranno mai .Auguri Simona davvero tanti auguri. un abbraccio
Una testimonianza davvero straziante.
Ti ricordo nella preghiera
nessun genitore padre o madre che sia dovrebbe subire tutto questo.La cosa strana è che di solito sono i padri che subiscono questo trattamento .La cosa che più trovo ingiusta è il fatto che non viene ascoltata la voce dei bambini che a quanto ho potuto capire hanno le idee chiare su dove vogliono vivere e con chi vogliono stare ed è vergognoso il fatto che la loro parola non viene ascoltata come è vergognoso da parte del padre non lasciare ai bambini la libertà e il diritto di sentire e vedere la madre..Dobbiamo ricordare però che questa vicenda non vergognosa pechè si tratta di una madre ma perchè si tratta di un genitore ai cui viene tolto il diritto di vedere i propri figli e soprattutto i diritti che vengono tolti ai bambini di esercitare i loro diritti..
Cara Simona
io la forza di ascoltare i tuoi figli non l’ho avuta, perché ancora è troppo vivo in me il lamento del mio cucciolo….Non ho più rapporti con mia figlia ora diciannovenne da quattro anni, e quello con il piccolo è a rischio. Io e i miei tre figli (una vive con me) abbiamo subito la PAS. Il sistema giudiziario al quale inevitabilmente ci rivolgiamo per essere tutelati, non funziona! Spesso i consulenti psicologi e gli avvocati si nascondono dietro la volontà di tutelare i piccoli, ma alla prima patata bollente se ne lavano le mani. Risultato: il genitore più prepotente se la cava quasi sempre. Non vorrei credere che la legge è per i delinquenti, ma purtroppo quello che ho visto fin ora è stato questo! Io ho temuto per la vita dei miei figli! Di loro mi mancano le cose più piccole…..il chiacchierio, l’odore ed il disordine degli indumenti da lavare, i giochi dimenticati in cucina, i compiti da fare…….
Il nostro cuore e, quindi, il nostro amore, cara Simona, è grande, immenso e li abbraccia anche da lontano. Arriva ovunque noi vogliamo, anche se gli stolti, gli inconsapevoli e i malvagi pensano di averci tolto i nostri figli. Mi piace pensare che nella vita tutto ritorna. Questa è la legge della vita, che va ben oltre quella dei tribunali!
Continua ad amare, a lottare, a vivere….e prenditi cura di te, poichè i figli tornano sempre da chi li ha amati davvero. E tu…..noi dovremo essere forti per loro. Un caro abbraccio.